Casinò italiani
La nascita del casinò in Italia affonda le sue radici nel lontano passato della nostra Repubblica e ha avuto un parto lungo e difficile fatto, come spesso accade nel nostro paese, di manovre e atteggiamenti più o meno al confine con la legalità.
La parola “casinò” sta ad indicare in francese un edificio in cui il gioco è autorizzato e comprende anche sala da ballo, da the e ristoranti. In italiano la parola ha conservato lo stesso significato, anche se oggi comunemente si identifica con questa parola il luogo in cui si è dediti al gioco d’azzardo legalizzato. In Italia la legge vieta il gioco d’azzardo con l’eccezione di alcune deleghe concesse ai nostri quattro casinò più famosi: Il casinò di Saint Vincent, quello di Sanremo, di Venezia e di Campione d’Italia, quest’ultimo l’unico non residente in Italia, ma Campione è un enclave italiana sulle rive del lago di Lugano e circondato da territorio svizzero.
Del perché il gioco d’azzardo abbia da sempre attirato la curiosità della gente ne è piena anche la letteratura con saggi scritti da scrittori illustri come Dostoevskij e Proust, ma anche la psicoterapia ha cercato di dare il suo contributo alla causa. Di fondo però c’è la passione per la sfida all’ignoto che diventa passione o talvolta malattia alla ricerca di guadagni facili.
Già nel Rinascimento il casinò aveva avuto un periodo di splendore. Epoca ricca e sfarzosa ha attirato la nobiltà verso il piacere della mondanità e sul gioco, che fossero i dadi, le carte o l’esito di una sfida si passava il tempo a scommettere. Dall’altro lato il gioco incontrò non poche difficoltà da parte della Chiesa, che attraverso leggi, divieti e statuti lo proibiva severamente, anche se con scarso successo. Con il passare del tempo e il dilagare del fenomeno si pensò di rivedere le proprie posizioni concedendo permessi che autorizzavano il gioco in luoghi pubblici anche se con orari limitati ed un limite d’età stabilito a 24 anni.
La nascita del casinò come lo conosciamo oggi lo dobbiamo alla comparsa del Lotto verso i primi anni del ‘500, quando due volte l’anno dovevano essere scelti i cinque membri del Maggior Consiglio dei Casinò. I nomi delle persone meritevoli di questa onorificenza venivano inserite in un urna detto seminario ed estratti a sorte. Questa fu un occasione più che unica per gli scommettitori del tempo che posero le basi per le regole del odierno gioco del Lotto. Ci volle poco affinché Il Gioco del Seminario dei casinò raggiunse dimensioni grandi e per assicurare le vincite introdusse il Monte delle Scommesse che è l’attuale montepremi in voga nei casinò. Fu finalmente nel 1576 che il Governo della Repubblica legalizzò il gioco del seminario che diede il via alla sua diffusione in tutta la penisola. Nel 1732 il gioco fu accettato anche dalla Chiesa che cercò di mantenere sul gioco una veste morale e benefica abbinando i 90 numeri da estrarre ad altrettante nubili romane, di cui le cinque estratte avrebbero ricevuto in premio l’abito nuziale e 50 scudi.
Fino ai nostri giorni i casinò non hanno fatto altro che svilupparsi introducendo di mano in mano sempre più giochi fino a diventare quelli che oggi conosciamo, anche se, come detto in precedenza, la licenza è concessa a poche case da gioco.